Il Carisma Missionario Salesiano
Don Bosco, “missionario”
La dimensione missionaria è un tratto caratteristico di don Bosco. La graduale rivelazione e intuizione del suo carisma apostolico lo ha portato a dilatare sempre più l’orizzonte della sua opera fino ad abbracciare tutto il mondo. Don Bosco vede la missione salesiana in continuità con il mandato di Gesù di evangelizzare tutti i popoli. Man mano che cresce in lui la conoscenza delle necessità della Chiesa e del suo impegno missionario, si lascia coinvolgere con passione dalla premura per i popoli non ancora evangelizzati e in particolare per la gioventù povera e abbandonata di ogni paese del mondo. Don Bosco è uomo di Chiesa che Dio ha investito di un carisma universale. “Cercate anime… salvate molte anime nelle missioni!” È questo il suo pressante invito ai figli che partono verso le terre lontane. È questo l’obiettivo che spiega ai Salesiani, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, ai Cooperatori e benefattori, ai giovani delle sue Case in Europa per coinvolgerli con entusiasmo attorno all’urgenza missionaria. In sintonia con il sentire apostolico di don Bosco, il lavoro missionario salesiano ha come scopo l’evangelizzazione e la fondazione della Chiesa nei gruppi umani. In ogni popolo e in ogni continente. Portando il nostro specifico strategico: una carità pastorale ricca del sistema preventivo per educare alla fede e proporre una via di vangelo e di santità accessibile anche ai giovani di altre razze, culture, nazioni.
Don Bosco, “missionario della Chiesa”
“Mettiamo il nostro sassolino nel grande edificio della Chiesa” così affermava nel progettare la prima spedizione missionaria. L’evangelizzazione dei poveri, la costruzione della Chiesa: sono gli obiettivi concreti del suo progetto. L’ecclesiologia del tempo portava ad approfondire la dimensione universale della Chiesa. Richiamati in Italia dal Concilio Vaticano I, numerosi vescovi missionari alimentarono entusiasmo per le missioni e per la vocazione missionaria nel cuore della gente e di tanti giovani in tutte le parti d’Italia. In tanti cercano don Bosco e i suoi Salesiani per rispondere ad esigenze di educazione e di vangelo tra i giovani delle loro diocesi. I sogni missionari, ben cinque, gli fanno intuire il graduale sviluppo mondiale della sua opera. La gloria di Dio e l’amore immenso per la Chiesa proiettano don Bosco nella grande impresa dell’evangelizzazione ecclesiale. Il primo gruppo che parte viene scelto da don Bosco tra i suoi uomini migliori. Alla Chiesa si da con generosità. Scegliendo il meglio. E poiché centro di comunione ecclesiale è il Papa, don Bosco vuole che i suoi missionari partenti si rechino a Roma dal Papa per essere investiti nel mandato missionario dalla sua benedizione.
Caratteristiche salesiane nel lavoro missionario
Le strategie con cui i Missionari salesiani si inseriscono nell’evangelizzazione e nella promozione umana sono quelle sperimentate dell’educazione e della preferenza verso il mondo giovanile. Queste strategie consentono di assumere i valori, le speranze e le difficoltà dei popoli con cui vengono a contatto.
Un tratto tipico della vocazione salesiana e missionaria è la dimensione comunitaria. Si parte in gruppo per le missioni: sono pensate come autentiche spedizioni di più persone e sono già 132 al 2002). Si vive in comunità, si creano nuove comunità, si educa e si evangelizza come comunità. L’azione del singolo “pioniere” è riportata alla comunità.
I primi missionari sono dei giovani, entusiasti con don Bosco per la causa del Vangelo. Portano la creatività, la donazione totale e il coraggio proprio dei giovani. In seguito, per facilitare il loro inserimento culturale e le capacità di comunicazione e relazione, dove è possibile, la formazione per tanti giovani missionari avviene negli stessi territori di missione.
Le istituzioni educative vincenti che i Missionari di don Bosco portano alla gioventù di ogni parte del mondo sono soprattutto l’Oratorio e il Centro di formazione professionale.
Poiché la missione è compito di ogni cristiano, nel suo progetto missionario don Bosco suscita il coinvolgimento dei gruppi della Famiglia Salesiana. Lettere circolari alle Case e ai Cooperatori, il Bollettino Salesiano, la testimonianza dei missionari… sono stati e continuano ad essere mezzi favorevoli per informare, animare e alimentare sensibilità, vocazione missionaria e cooperazione. Diversi gruppi stessi della Famiglia Salesiana devono il loro essere al carisma di missionari salesiani, come risposta ad urgenze di Chiesa e di Vangelo in determinati contesti.
Prassi missionaria salesiana
In America Latina, Asia ed Africa la storia delle missioni salesiane è storia di prima evangelizzazione. La fondazione di Chiese prosegue con numerosi Vicariati missionari e Diocesi missionarie affidate ai figli di don Bosco.
Gradualmente è sempre stata attivata l’inculturazione missionaria, favorendo ovunque l’incarnazione del Vangelo e del carisma salesiano. In tutti i continenti sono numerosi gli esempi di missionari molto incarnati nel percorso religioso e culturale dell’ambiente con la loro prassi missionaria e la ricerca e produzione scientifica.
Lo stile missionario salesiano è indicato dalle esigenze del sistema preventivo, dai tratti richiesti da una relazione educativa e pastorale amorevole. La personalità del missionario si sforza di relazionarsi con amabilità, disponibilità, gioia, creatività, coraggio e lavoro oltre ogni limite, spinta dalla passione educativa e dalla salvezza delle anime. Per tanti figli di Don Bosco il coraggio e la fedeltà li hanno resi capaci di lottare per il bene e la dignità della propria gente, fino a sacrificare la vita col martirio. Per tutti la meta del lavoro educativo missionario è la santità.
I Salesiani vanno in missione per rimanerci. Questo intento si traduce in impegno pastorale per la promozione delle vocazioni locali. Oggi i due terzi dei novizi provengono dall’emisfero sud, da giovani Chiese e da giovani Ispettorie.
Un elemento essenziale nella missione salesiana è la presenza di Maria, invocata come Ausiliatrice. Da don Bosco in poi (“Ha fatto tutto lei!”), l’agire missionario salesiano è espresso nella diffusione popolare della devozione a Maria Ausiliatrice, nella celebrazione adeguata delle principali festività mariane, nella pubblicazione di libretti e immagini, nella costruzione di Santuari mariani in ogni parte del mondo.
L’impegno della Direzione Generale, le Procure missionarie, le Ispettorie madri di numerose presenze, le iniziative dei singoli missionari alimentano continuamente una storia salesiana di generosità e di animazione missionaria e di cooperazione che sovente è tradotto in sostegno economico per le esigenze di educazione, promozione umana e fondazione di Chiese.
Infine una realtà in costante crescita in tutti i continenti sono la cooperazione missionaria e il volontariato laico missionario. Ampio spazio si da al volontariato a lunga durata. Negli ultimi anni accanto ai religiosi ricevono il crocifisso di missionari volontari laici. Tanti di essi sovente partono in missione con tutta la famiglia. Affascinati dal carisma missionario di don Bosco, offrono la competenza della loro professione e la testimonianza della loro carità a fianco del lavoro dei missionari.
23 maggio 2010
Ringraziamo il Signore perché il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano ha solennemente dichiarato Basilica il Tempio di Don Bosco al Colle
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