Nasce a Romallo ( Trento) il 27 aprile 1857
Muore a Santiago di Mendez ( Ecuador) il 17 aprile 1947
Raggiunse l’Ecuador nel 1892 con don Angelo Savio (1853-1893). Maestro elementare, possedeva però una vasta conoscenza di meccanica, ingegneria, archeologia.
Testimone e vittima dei soprusi liberali, difese l’onore e gli interessi della congregazione dopo che i salesiani furono espulsi da Quito e dall’Ecuador come sovversivi.
La sua coerenza, tenacia e capacità gli valsero l’ammirazione di tutti. L’arcivescovo di Quito, mons. Callisti, gli affidò la realizzazione di vari lavori.
Tra le opere più importanti del signor Giacinto si ricordano:
- La costruzione del santuario di Maria Ausiliatrice e il collegio Don Bosco di Quito.
- Il disegno del santuario della Beata Vergine del Quinche.
- L’apertura dell’acquedotto nella capitale
- la fondazione dell’Accademia di Storia e Geografia dell’Ecuador.
Resta celebre una sua opera nel Vicariato di Méndez: la costruzione del ponte di Guayaquil sul fiume Paute. Richiese tre anni di lavoro e numerosi sacrifici per realizzare questa struttura in piena foresta.
Sempre a Méndez costruì una piccola centrale elettrica, che venne inaugurata il 20 maggio 1937, e poté illuminare sia la missione che le vie della cittadina.
Dotato di grande senso pratico, intelligente e geniale, il signor Pancheri integrò alla grande il lavoro di evangelizzazione dei suoi confratelli sacerdoti con un’azione di promozione umana competente e duratura. Degno figlio di don Bosco in tutto.
Nasce a Susa (Torino) il 1 gennaio 1886
Muore a Betlemme il 18 novembre 1965
Primogenito di una numerosa famiglia, alla morte del padre dovette provvedere al mantenimento della stessa con la gestione della panetteria di famiglia.
Solo a 44 anni, sistemata la famiglia, Giovanni Battista Ugetti poté finalmente presentarsi al direttore dell’aspirantato d’Ivrea con la richiesta di diventare Salesiano e missionario.
Destinato alla missione del Medio Oriente, a Cremisan completò la propria formazione salesiana. Nel 1935 fece la professione perpetua e l’anno seguente venne trasferito a Betlemme dove riprese la professione di panettiere fino al 1954.
Uomo di carità, fece del forno e della panetteria un punto di riferimento per la gente di Betlemme. Colpito da cecità totale, rifiutò ogni invito a rientrare in Italia per curarsi. Alla cecità fece seguito un’artrite deformante. Giambattista, sereno e immerso in Dio, definiva queste prove “Grazie della Madonna”. Affermava: “Patire per Gesù e con Gesù, per la Chiesa e per la salvezza delle anime è immensa gioia e felicità”.
Si spense in benedizione, avvolto da fama di santità, nel 1965. Resta il suo forno di Betlemme: continua ancora a sfornare pane per i poveri concittadini di Gesù.
Bibliografia:
- A. L’Arco, Il fornaio di Betlemme. Torino, LDC, 1968.
23 maggio 2010
Ringraziamo il Signore perché il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano ha solennemente dichiarato Basilica il Tempio di Don Bosco al Colle
collegati