Quadro Tempio inferiore Liturgia delle ore - proprio salesiano

(Don Bosco)
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Profili dei Missionari
(monsignori)

  • Mons. Ignazio Canazei
  • Mons. Domenico Comin
  • Mons. Giacomo Costamagna
  • Mons. Giovan Battista Coutron
  • Mons. Giuseppe Fagnano
  • Mons. Luigi Lasagna
  • Mons. Oreste Marengo
  • Mons. Luigi Mathias
  • Mons. Ernesto Coppo
  • Mons. Giuseppe Sak
  • Mons. Renato Van Heusden

Mons. Ignazio CANAZEI

Mons. Ignazio CANAZEI

Nasce a Bressanone l’8 giugno 1883
Muore a Shiu Chow (Cina) il 9 novembre 1946

  Fin dall’inizio della sua opera missionaria si dedicò completamente ai Cinesi. Il suo motto, assai noto nell’ambiente salesiano, era: “I Cinesi a Dio, Io ai Cinesi”. Era giunto a Macao nel 1912. Grande entusiasmo e grande carità nel giovane missionario. Per le sue doti di guida e di pastore, nel 1924 venne nominato Ispettore per le case salesiane della Cina.
  Nel 1930 la Santa Sede lo chiamò a succedere a Mons. Versiglia come vescovo di Shiu Chow. Tra altre iniziative, curò in particolare la scuola dei Catechisti e delle Catechiste e la formazione delle Suore.
  Tradusse in Cinese il Vangelo di San Luca e il Giovane Provveduto (manuale di preghiera giovanile scritto da don Bosco), compilò un testo di storia Sacra e un dizionario dei vocaboli più usati e necessari per l’apostolato. Era un formidabile comunicatore. Predicava in latino, Cinese, Portoghese, Francese, Inglese e Tedesco.
  L’11 Aprile 1946 il Papa onorò la Cina della Sacra Porpora e Mons. Canazei fu il primo Ordinario della nuova gerarchia ecclesiastica.

Bibliografia:
 - A. Guerriero sdb, Un gran Pionero. 1969.

Mons. Domenico COMIN

Mons. Domenico COMIN

Nasce a Santa Lucia (Udine) il 9 settembre 1874
Muore a Guayaquil il 17 Agosto 1963

  Nel Novembre 1892, compie il noviziato e la professione religiosa. Venne ordinato sacerdote a Milano, il 14 aprile 1900, dal cardinale Andrea Ferrari.
  Lavorò per due anni come maestro nell’istituto Sant’Ambrogio. Il 27 settembre del 1902 parte per l’Ecuador. Arriva a Guayaquil. Viene incaricato degli artigiani e della Società Filantropica, più tardi impara la lingua e si occupa della direzione dell’asilo Santo Stefano. In dieci anni fonda anche il Collegio Cristoforo Colombo.
  Nel 1908 è nominato Ispettore e Provicario della missione di Méndez e Gualaquiza. Il 5 Maggio 1920 viene eletto Vicario Apostolico. Il suo motto fu: “Con l’Amore farò la mia conquista”.
  Grande apostolo tra gli Shuar cominciò dalla conversione dei piccoli per arrivare ai genitori. Fece sorgere numerose scuole e quindi internati per accogliere i giovani dei villaggi sparsi nella foresta, senza vie di comunicazione.
  In campo sociale fece sorgere piccole cooperative, circoli di operai. In campo scientifico gli studi di don Carlo Crespi sugli usi e costumi degli Shuar. Ricevette molte onorificenze da ministri e autorità che lo vollero ringraziare per l’opera di alta civiltà cristiana realizzata fra gli Shuar, integrati alla nazione.

Bibliografia:
 - M. Rassega, Pionieri di Don Bosco nella Cina. edizione extra comm., Roma, 1978.

Mons. Giacomo COSTAMAGNA

Mons. Giacomo COSTAMAGNA

Nasce a Caramagna (Cuneo-Italia) il 23 marzo 1846
Muore a Bernal (Argentina) il 9 settembre 1921

  All’età di dodici anni fu mandato per gli studi all’oratorio di Valdocco e venne avviato allo studio della musica. Dopo la prima professione religiosa venne inviato nel collegio di Lanzo come maestro di musica. Nel 1868 fu consacrato sacerdote e nel 1875 don Bosco lo invia a Mornese come direttore spirituale delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
  Nel 1877 partì a capo della terza spedizione missionaria in Argentina. Partecipò all’impresa del generale Roca, avvicinando così per primo gli indi Araucani.
  Nel 1880 venne eletto ispettore d’America e direttore del collegio San Carlos di Buenos Aires, ampliò così il collegio e diede inizio all’Istituto delle suore salesiane in Almagro per l’educazione della gioventù al femminile, facendovi sorgere vicino la chiesa di Maria Ausiliatrice.
  Nel 1882 iniziò l’edizione Argentina del Bollettino Salesiano e nel 1884 quella delle Letture Cattoliche, fondate da don Bosco.
  Nel 1887 iniziò l’opera salesiana in Cile, fondando il collegio di Talca. Nel 1895 venne eletto Vescovo titolare della Colonia e Vicario Apostolico di Méndez e Gualaquiza (Ecuador), ma sortirono alcuni ostacoli per il suo ingresso da parte del Governo ecuadoriano. Vi potè entrare per alcuni mesi solo nel 1902. Finalmente nel 1912 potè porre la sua residenza tra i Kivari del suo Vicariato ove fondò le missioni di Indanza e Santiago di Mendèz, chiamandovi pure le figlie di Maria Ausiliatrice.
  Nel 1918 per problemi di salute chiese l’esonero dai suoi incarichi. Passo gli ultimi anni nel noviziato di Bernal (Argentina).

Bibliografia:
 - R.Tavella, Vita del Missionario Mons. Giacomo Costamagna. Torino, SEI, 1929.

Mons. Giovan Battista COUTRON

Mons. Giovan Battista COUTRON

Nasce a Cluniat (Francia) il 15 Gennaio 1881
Muore a Ressin (Francia) il 16 Gennaio 1963

  Spese più di trent’anni della sua vita nelle missioni del Mato Grosso, dove arrivò nel 1904.
  Due anni dopo essere stato ordinato sacerdote assume, la direzione della casa di Ciubà fino al 1926 quando la santa sede lo nomina Amministratore Apostolico della Prelazia Nullius di Registro do Araguaya.
  Per anni si prodigò a favore delle tribù dei Bororos e dei CaraJàs di quell’immensa regione.
  Nel 1936 per motivi di salute rientrò in Francia, dove lavorò per tredici anni nella parrocchia di Montpellier, e per alcuni anni fu direttore della casa di Thonon.

Mons. Giuseppe FAGNANO

Mons. Giuseppe FAGNANO

Nasce a Rocchetta Tanaro (Asti) il 9 marzo 1844
Muore a Santiago del Cile il 18 settembre 1916

  Entra nel seminario diocesano d’Asti all’età di 12 anni ma in vista del trasferimento a Torino preferisce ritornare in famiglia. S’iscrive volontario della Croce Rossa nella Legione di Garibaldi, ma a causa delle sue forti convinzioni religiose e del modo in cui le difendeva è invitato ad allontanarsi. Diviene quindi infermiere nell’ospedale militare di Asti. Scoprendo che neanche questa era la sua vocazione, si convince ad andare a Torino da don Bosco: ne resta conquistato e intraprende il cammino per il sacerdozio.
  Inizia il suo ministero pastorale a Lanzo Torinese, come insegnante. Don Bosco pensa a lui per completare il gruppo dei dieci primi missionari in partenza con don Cagliero per l’Argentina, la Patagonia e la Terra del Fuoco.
  Nell’aprile 1879, dopo aver adattato un vecchio caseggiato a Istituto di cui era direttore, si ammalò di tifo.
  Trasferito ai confini della Patagonia come parroco, rivelò doti formidabili di costruttore: una nuova Chiesa, due Istituti, la Banda musicale e un Osservatorio meteorologico.
  Venuto a contatto con varie popolazioni fueghine, tra cui Ona e Alakaluf, si attivò per la loro promozione umana e per la diffusione del vangelo. Più tardi è nominato Prefetto Apostolico della Patagonia meridionale e della Terra del Fuoco. Difese la sua gente e si adoperò per renderne più sicura la vita e promuoverne la cultura e la fede.
  Il 18 settembre 1916, prostrato da una grave malattia, muore presso l’ospedale di Santiago del Cile.
  Missionario instancabile, coraggioso e generoso, è straordinario pioniere della fede e apostolo dei Fueghini.

Bibliografia:
 - L. Magoni, Un héroe de la Patagonia. Buenos Aires, Tip. Salesiana, 1935.
 - R. Entraigas, Mons. Fagnano. Rosario, Apis, 1945.

Mons. Luigi LASAGNA

Mons. Luigi LASAGNA

Nasce a Montemagno (Asti) il 3 marzo 1850
Muore a Juiz de Fora ( Brasile) il 6 novembre 1895

  Rimasto orfano di padre, nel 1861 incontra don Bosco, di passaggio a Montemagno durante una delle sue celebri e allegre passeggiate monferrine con i suoi ragazzi. Luigi si trasferisce all’Oratorio di Torino Valdocco per fare il Ginnasio.
  Conquistato da don Bosco, diventa Salesiano. Dopo essere ordinato sacerdote, raggiunge Alassio per insegnare al Liceo.
  Nel 1876 Don Bosco lo sceglie per la seconda spedizione missionaria, che ha come destinazione sempre l’America Latina. Don Lasagna apre la presenza salesiana in Uruguay e diventa direttore del Collegio di Villa Colòn.
  Nel 1881, sempre in Uruguay, inaugura un Osservatorio Meteorologico, fonda poi una Università Cattolica e apre una Scuola Superiore di Agricoltura.
  La sua attività si estende anche tra gli Indios del Brasile. Impegnato in questo lavoro di educazione e di evangelizzazione, il Papa Leone XIII lo nomina Vescovo, affidandogli il compito di proteggere gli Indios e di avvicinarli al Vangelo.
  L’attività in terra brasiliana lo spinge a gettare le basi di una nuova missione salesiana nel Mato Grosso. Intanto si adopera per ristabilire i contatti tra la Santa Sede e la repubblica brasiliana.
  Mentre progettava un’altra missione nel nord del Brasile, un incidente ferroviario stronca i suoi sogni e il suo zelo missionario.
  Stimato e apprezzato per la sua profonda bontà, per la fede e l’impegno generoso, Mons. Lasagna si distinse anche per attività di promozione umana, promosse l’agricoltura nelle missioni e, innamorato del suo Monferrato, fu pioniere della viticoltura in America Latina.

Bibliografia:
 - D.Barberis, Mons. Luigi Lasagna “Vale mecum”. San Benigno Can., Tip. Salesiana, 1901.
 - Sac. Paolo Albera, Mons. Luigi Lasagna: Memorie Biografiche. Scuola Tip. Lib. Sal., 1900.

Mons. Oreste MARENGO

Mons. Oreste MARENGO

Nato a Diano d’Alba (CN - Italia) il 20 agosto 1906
Morto a Tura (Meghalaya - India) il 30 agosto 1998

  Dopo aver frequentato i corsi ginnasiali a Torino Valdocco, nel 1923 chiede di partire per le missioni. Venne destinato all’India, dove giunse nel dicembre di quello stesso anno. In India completò il percorso formativo fino al sacerdozio, ricevuto nel marzo 1932.
  Il suo campo di lavoro, come sacerdote prima e come vescovo poi, fu tra le tribù imalaiane. Lavoratore instancabile, zelante e generoso, grande umanità, fede solida e passione per la causa del Vangelo sono alcuni tratti della personalità di questo grande missionario. Per servire meglio la sua gente e comunicare con loro con maggiore facilità impara le lingue delle varie popolazioni. Anni formidabili quelli che lo videro apostolo itinerante nei distretti di Kamrup e di Goalpara. Dai superiori ricevette anche l’incarico di Maestro dei novizi e responsabile dello studentato filosofico di Sonada.
  Durante la guerra passò qualche tempo in campo di concentramento. Dopo la liberazione don Marengo riprese il suo impegno apostolico con maggiore slancio ed entusiasmo.
  Nel 1951 venne consacrato Vescovo. A Dibrugarh, la sua sede, mette a disposizione le sue doti di pastore e di guida di una popolazione cristiana in grande crescita. Nel 1964 viene chiamato a dare slancio ad un’altra Diocesi, quella di Tezpur. La cura dei catechisti, la formazione dei suoi collaboratori, la visita ai numerosi villaggi per incoraggiare, promuovere iniziative, amministrare i sacramenti, orientare i grandi convegni annuali delle comunità cristiane… sono impegni costanti che caratterizzano il suo lavoro di vescovo missionario, dedito alla sua gente e da essa riamato.
  La stessa intelligenza pastorale e missionaria mette a disposizione della terza diocesi imalaiana che gli viene affidata, quella di Tura. La tragedia dei profughi, dei lebbrosi, dei mendicanti sono la spina più dolorosa al cuore di pastore, che non sempre ha i mezzi per andare a tante sofferenze e necessità. Ma la gente lo sa accanto e gli vuole bene. Le diocesi che lo hanno avuto come pastore hanno avuto uno sviluppo straordinario.
  Dopo il suo congedo, come prescrive il codice della Chiesa, Mons. Marengo mette a disposizione di religiosi, suore, sacerdoti e operatori pastorali la sua grande esperienza di uomo del Vangelo e di Chiesa.
  Carico di anni e di saggezza, confortato da un lavoro missionario che continuava a dare frutti fecondi anche dopo di lui, Mons. Marengo si spegne nella sua Tura, nel Meghalaya indiano, alla veneranda età di 92 anni.

Bibliografia:
 - A. Lessi, Il Vescovo delle tribù Imalaiane. Torino LDC, 1981.

Mons. Luigi MATHIAS

Mons. Luigi MATHIAS

Nasce a Parigi (Francia) il 20 luglio 1887
Muore a Legnano (Milano) il 3 agosto 1965

  Da Parigi la famiglia si trasferisce a Tunisi. Luigi incontra i Salesiani e ne frequenta la scuola che avevano aperto in città. Affascinato dallo spirito di don Bosco, diventa salesiano a Catania. Completa gli studi in Piemonte con la laurea in Teologia e il 20 luglio 1913 è ordinato Sacerdote.
  Tornato in Sicilia e scoppiata la prima guerra mondiale, nel 1916 don Mathias viene arruolato nell’esercito francese e nel 1918 è fatto prigioniero. Con la pace, viene liberato e può riprendere il suo ministero.
  Nel 1921 i Superiori pensano a lui per guidare la spedizione missionaria diretta in India. Fanno parte del gruppo sei sacerdoti e cinque coadiutori. Il primo campo di lavoro è la regione dell’Assam, tra le tribù Garo e Khasi.
  Nel 1926 fu eletto Ispettore dell’India del nord. Progetta e costruisce diverse opere: noviziato, studentato filosofico e teologico, scuola professionale, collegio universitario. Tutto questo e tanto altro ancora fu realizzato in Assam e in altri territori dell’India, a Shillog, Calcutta, Bombay, Madras.
  Il suo zelo e la sua capacità di pastore gli valgono la nomina a Prefetto Apostolico dell’Assam, Manipur e Buthan le vaste regioni dell’India nord-orientale.
  Nel 1935, a causa dell’improvvisa morte di Mons. Méderlet, è trasferito a Madras. Qui fonda la “Casa della Misericordia”, un ospedale, un ricovero, scuole, orfanotrofi.
  Nel 1937 organizza a Madras il primo Congresso Eucaristico Nazionale: evento che contribuì a far crescere il senso di Chiesa dei cattolici indiani e a irrobustirli nella fede, accanto a popolazioni in maggioranza induiste e islamiche.
  Negli ultimi anni scrisse un libro di memorie: “Quarant’anni di missione in India”.
  Morì improvvisamente durante un viaggio intrapreso per discutere con amici svizzeri una nuova maniera per aiutare i suoi poveri di Madras.
  Missionario dalla grande semplicità, dal grande spirito di fede e dal fare scherzoso. Amò don Bosco e la Congregazione come un figlio tanto da affermare: “Sono salesiano dalla punta dei capelli alla punta dei piedi”. Al suo essere Salesiano univa un profondo senso ecclesiale ed cuore aperto ai poveri.

Bibliografia:
 - L. Mathias, Quarant’anni di Missione in India. Memorie di Mons. Luigi Mathias. Torino, LDC, 1965.
 - Dicastero per le missioni, Sprazzi di Vita. Roma, ed. extra comm. pg. 10-15.

Mons. Ernesto COPPO

Mons. Ernesto COPPO

Nato a Rosignano (Alessandria) il 6 febbraio 1870
Morto a Ivrea (Torino) il 28 dicembre 1948

  Alunno dell’Istituto Salesiano di Borgo San Martino, è compagno di don Ricaldone e conosce don Bosco.
  Completati gli studi di Filosofia e Teologia, il 7 Agosto 1892 viene ordinato sacerdote. Per un anno insegna nel Piccolo seminario della Diocesi. Attratto dalla vita salesiana chiede e ottiene di diventare salesiano. Il 20 settembre 1893 inizia il noviziato a Foglizzo e il 4 Ottobre 1894 emette la professione perpetua nelle mani di Don Rua.
  Il 28 Novembre 1898 parte con un gruppo di Salesiani alla volta di New York e comincia il lavoro pastorale tra gli italiani emigrati.
  Qui, all’opera con altri Salesiani, predica, aiuta i bisognosi e gli emarginati e nel 1898 fonda la “Società Don Giovanni Bosco”. Nel 1918 è inaugurata la chiesa di Maria Ausiliatrice, da lui voluta.
  Nel 1901 gli viene affidata un’altra parrocchia, nel 1904 don Coppo è direttore a Troy poi ancora direttore e parroco a New York.
  Nel 1922 la Santa Sede chiede ai Salesiani di sostituire i missionari Pallottini tedeschi in Australia. Don Coppo viene nominato Vicaro Apostolico e consacrato Vescovo.
  Rimase quattro anni a Kimberly in Austalia dove esercitò il suo ministero con impegno massimo.
  Celebre la sua campagna contro la bestemmia: fondò centinaia si società del Santo nome di Dio. Muore improvvisamente ad Ivrea durante il Congresso Mariano.
  Uomo di fede e di speranza, sensibile alle situazioni dei poveri, soprattutto giovani, Mons. Coppo seppe integrare esigenze di promozione umana con la proposta di un vangelo centrato sull’adesione a Gesù e alimentato dalla vita sacramentale, espresso nella carità.

Mons. Giuseppe SAK

Mons. Giuseppe SAK

Nasce a Eksel (Belgio) il 16 gennaio 1875
Muore a Lubumbashi (Africa) il 15 Marzo 1946

  Studiò nel seminario di San Rocco (Belgio) ed entrò nel noviziato di Liegi nel 1895. Divenuto sacerdote fu professore e prefetto dell’istituto San Giovanni Berchmans a Liegi, poi fu professore a Hechtel e a Verviers. Nel 1911 venne posto a capo della prima spedizione missionaria in Africa (Congo). Qui costruì scuole, un collegio per gli occidentali a Elisabethville, ora Lubumbashi, e parecchie stazioni missionarie. Nel 1925 fu eletto prefetto apostolico di Luapula Superiore. Nel 1940 fu consacrato vescovo e fu il primo vicario apostolico di Sakania.

Mons. Renato VAN HEUSDEN

Mons. Renato VAN HEUSDEN

Nasce a Beverst (Belgio) il 2 Agosto 1888
Muore a Elisabethville (Congo) il 22 marzo 1958

  Già teologo fu mobilitato nella prima guerra mondiale. Partì come missionario per il Congo nel 1916, dopo essere stato congedato dall’esercito, perché ferito. Venne nominato maestro del collegio di Elisabethville, riprese gli studi di teologia, e fu ordinato sacerdote nel 1919. Fu direttore a Kiniama (1920-2-1928) e a La Kafubu (1928-1934). Dal 1927 fu ispettore delle scuole della Prefettura apostolica e nel 1945 fu nominato provicario da mons. Sak e, alla sua morte, gli succedette come Vicario Apostolico. La consacrazione si tenne a Liegi nel 1947. La sua bontà e una carità sconfinante furono tra le sue caratteristiche migliori che gli permisero di prodigare del bene verso tutti, indistintamente.

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23 maggio 2010

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