Nasce a Faenza (Ravenna) il 15 luglio 1879
Muore a Tokyo (Giappone) il 6 ottobre 1965
Nel 1888 entra nell’Istituto Salesiano della sua città per frequentare il Ginnasio, decise di stare con don Bosco e fece il noviziato a Foglizzo (TO).
Amante della musica e dotato di una bellissima voce conseguì nel 1900 il Diploma di Composizione presso il Conservatorio di Parma. Successivamente nel 1903 si laurea in Scienze e nel 1905 acquisisce una nuova laurea, in Filosofia.
Ordinato Sacerdote da Mons. Cagliero, iniziò il suo lavoro pastorale nel Liceo Valsalice di Torino come docente di musica, agraria e pedagogia. Dal 1922 al 1925 è Direttore dell’Istituto. Valsalice è la casa di formazione dei giovani Salesiani. I chierici vedono in don Cimatti un padre: si sentono da lui accolti e amati come fosse lo stesso don Bosco.
Nel 1925 i Superiori pensano a lui per avviare la presenza salesiana in Estremo Oriente, in Giappone. Nonostante l’età, 46 anni, don Cimatti accetta con gioiosa fiducia. Parte da Genova il 25 dicembre 1925 e giunge a Moij nel Kiûsiû l’8 febbraio 1926. Il primo impegno è imparare la lingua e provare a fare apostolato avviando l’Oratorio. In breve due province giapponesi vengono affidate ai Salesiani. Quando venne istituita la Prefettura Apostolica di Miyazaki don Cimatti è nominato primo Prefetto Apostolico. Successivamente fonda una nuova congregazione religiosa indigena: le Suore della Carità di Miyazaki.
Nel 1952 ottiene il riconoscimento ufficiale del corso di Filosofia come collegio universitario. L’impegno di Mons. Cimatti e degli altri figli di Don Bosco consente all’opera salesiana di svilupparsi e diffondersi in modo sempre più consistente.
Il 13 novembre 1963 riceve dall’Imperatore la più alta onorificenza concessa ad uno straniero: la decorazione del “Terzo Grado al Merito Imperiale”.
Mons. Cimatti apostolo, scienziato, musico, pedagogista fu un grande missionario. Sarebbe potuto diventare un dotto, un musico di valore ma rinunciò a tutto pur di conquistare anime a Cristo. Anche se il suo giapponese non era perfetto, si faceva capire perfettamente con il linguaggio della bontà e il sorriso e con la musica, allegra e commovente, affascinante e intensa. Già in vita era considerato un santo dai confratelli e dalla gente.
Ora, avviato da tempo il processo di Beatificazione, si attende che anche la Chiesa ne riconosca la santità.
Bibliografia:
- G. Mantegazza, Un uomo fra gli uomini. I Fioretti di Mons. Vincenzo, pg. 80. Torino, LDC, 1977.
- Scuola Prof.Don Bosco, A Mons. Cimatti, Padre, maestro e guida, nel suo giubileo d’oro sacertdotale. ToKyo, 1955.
- C. R. Tassinari, Mons. Cimatti, visto da vicino. Milano, Scuola Grafica Salesiana, 1966.
- E. Valentini, Mons. Vincenzo Cimatti, in “Rivista di Pedagogia e Scienze Religiose”, 1966.
- E. Valentini, Il cuore di Don Cimatti, in “Voci Fraterne”, nel 1966.
Nasce a Bielsko (Polonia) l’11 Ottobre 1890
Muore a San José dos Campos (Brasile) l’11 Dicembre 1949
Divenuto sacerdote secolare lavorò in diverse parrocchie, allo scoppio della prima guerra mondiale venne arruolato come cappellano militare, qui si prodigò accanto ai moribondi e ai feriti, meritando la Croce al merito e la medaglia d’argento.
Terminata la guerra iniziò il noviziato a Klecza Dolna tra i figli di don Bosco.
Fatta la professione fece domanda per le Missioni. Venne inviato alla colonia polacca di San Feliciano a Rio Grande do Sul (Brasile).
Dal 1929 al 1934 fu viceparroco a Niteroi nel santuario di Maria Ausiliatrice, poi dal 1934 al 1936 a Luis Alves e a Santa Catarina per i coloni italiani e polacchi. Nel 1936 fu confessore e professore nell’ aspirantato salesiano di Lavrinhas.
Nonostante conoscesse quattro lingue e fosse culturalmente molto preparato don KòmoreK scelse sempre i poveri, gli umili, gli infermi, e i morenti per i quali era in ogni momento sempre pronto. Ammalatosi venne ricoverato in una casa di cura a San José dos Campos dove vi rimase per otto anni prestando il suo ministero alle anime che lo richiedevano.
La notizia della sua morte si diffuse rapidamente in tutto il paese: “ E’ morto il padre Santo!”.
È in corso il processo di Beatificazione e Canonizzazione.
Bibliografia:
- L. Castano, Santità Salesiana. Torino, SEI, 1966.
Nasce a Nazareth il 27 Aprile 1877
Muore a Beitgemal il 26 novembre 1943
Venne accolto da can. Belloni nel suo orfanotrofio di Betlemme, che nel 1891 passo ai salesiani. Nel 1893 entrò nel noviziato salesiano di Beitgemal, ove fece la professione religiosa. Qui passò tutta la sua vita ricoprendo svariate occupazioni. Era il tipo di coadiutore voluto da don Bosco, il factotum dal sorriso aperto.
Fino al 1919 fece da sarto, fornaio, sagrestano; ma ciò che lo assorbiva di più era un piccolo negozio dove vendeva ai contadini musulmani della zona le poche cose che erano loro indispensabili. Dal 1919 gli venne affidata la gestione del mulino e del dispensario. Dopo la grave malattia, la malaria, fu costretto a rallentare la sua attività, delegando ad altri una parte delle sue responsabilità. Nel 1941 ebbe un nuovo forte attacco. Anche questa volta superò la crisi. Consumato dal lavoro e dalla malaria morì all’età di 65 anni, dopo aver edificato tutti con la sua mirabile pazienza e accettazione delle più acute sofferenze. Il processo diocesano per la beatificazione e canonizzazione è terminato il 28 Novembre 1996. È stato dichiarato venerabile il 2 Aprile 1993.
Bibliografia:
- E. Zonti, Un buon samaritano. Torino, LDC 1966.
23 maggio 2010
Ringraziamo il Signore perché il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano ha solennemente dichiarato Basilica il Tempio di Don Bosco al Colle
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