Quadro Tempio inferiore Liturgia delle ore - proprio salesiano

(Don Bosco)
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Storia di questo Museo

  Il Museo trova la sue origini nelle mostre e nelle esposizioni missionarie che venivano allestite alla fine dell’ottocento e nel novecento. Gli oggetti furono portati in Italia con l'e¬splicito intento di illustrare al pubblico italiano e agli amici delle Missioni di Don Bosco la varietà dei contesti geografici, am¬bientali e culturali incontrati dai missionari. Gradualmente il materiale portato dai Missionari diventa testimonianza della presenza e dello sviluppo storico delle Missioni Salesiane.
  L’avventura missionaria di Don Bosco inizia nel 1875 in argentina.

Prima spedizione (1875)

  Il coraggio e lo zelo apostolico di generosi missionari (Giovanni Cagliero, Domenico Milanesio, Giuseppe Fagnano, Josè de Beauvoir, Josè Vespignani, Evasio Rabagliati, Luigi Lasagna, Giacomo Costamagna…) portano alla fine del 1800 la presenza salesiana in quasi tutti i paesi dell’America Latina. Dopo gli Indios della Patagonia (Teuelches, Mapuche…) e della Terra del Fuoco (Ona, Selknam…), sono raggiunti quelli del Chaco Paraguajo, del Cile, della Colombia, del Mato Grosso brasiliano (Bororo, Caraja).
  All’Esposizione generale d’Arte Sacra tenutasi a Torino nel 1898 i Salesiani partecipano con le Missioni d’America, soprattutto della Patagonia e Terra del Fuoco.
  In quella occasione la commissione incaricata di valutare l’esposizione assegnò il primo premio alle Missioni salesiane ed al missionario Don Maggiorino Borgatello una menzione onorevole per le conferenze tenute. Gli oggetti portati dal Missionario costituiscono il primo nucleo della raccolta oggi presente in Museo.

  Intanto l’azione missionaria salesiana prosegue con slancio prodigioso. Alla fine del 1800 e inizio novecento prende vita il lavoro salesiano in Palestina e in Medio Oriente. Nel 1906 l’Opera dei figli di Don Bosco raggiunge la Cina e l’India.

  Animatore del lavoro apostolico in Cina è una formidabile figura di salesiano, don Luigi Versiglia, nominato poi vescovo di Shiu Chow. La sua generosità alla causa del Vangelo toccherà il vertice del martirio nel 1930: nell’ottobre del 2000 verrà proclamato santo insieme al suo compagno di martirio, don Callisto Caravario.
  Accanto a loro meritano attenzione Mons. Ignazio Canazei e don Carlo Braga. Con la rivoluzione comunista, don Braga porterà l’azione missionaria in Filippine.

  In India, dopo i difficili inizi del 1906, lo slancio missionario riceverà una spinta robusta a partire dal 1922 grazie al coraggio e alle capacità pastorali di don Luigi Mathias, don Oreste Marengo, don Stefano Ferrando, don Paolo Mariaselvam. Il territorio dell’Assam è testimone del loro lavoro apostolico: l’opera di evangelizzazione attivata dà vita a nuove diocesi alla cui guida i missionari sono chiamati dalla Chiesa. Si avvicinano al Vangelo le tribù dei Garo, dei Khasi, Naga.

  Intanto prosegue lo sviluppo missionario in America latina. Don Giovanni Balzala, Mons. Lorenzo Giordano e Mons. Pietro Massa avviano le missioni nel Rio Negro brasiliano (indios Tukano, Desana, Maku…) e don Luigi Calcagno tra gli Shuar dell’Ecuador amazzonico.
  Il grande esploratore e missionario Don Alberto De Agostini fa conoscere il territorio e le popolazioni con i suoi scritti e l’abbondante documentazione fotografica.

  In Africa l’attività missionaria salesiana, dopo l’Egitto e il Sud Africa (1896), raggiunge il Mozambico nel 1907 e il Congo nel 1911. In Africa centrale, sotto l’abile guida del missionario belga Padre Giuseppe Sak, il lavoro educativo ed evangelizzatore riceve grande slancio.

  Nel 1922 è la volta della lontana Australia ad accogliere la presenza dei missionari di don Bosco con Mons. Erenesto Coppo, vicario apostolico di Kimberley. Quasi ovunque, accanto ai Salesiani, operano attive per il mondo femminile, le FMA.

  A testimoniare questo prodigioso lavoro missionario mondiale e a far conoscere la cultura e la vita delle popolazioni avvicinate intervengono due eventi: l’Esposizione Missionaria Vaticana del 1925 e la Mostra sul cinquantenario delle Missioni Salesiane nel 1926, a Torino.

  La partecipazione all’Esposizione in Vaticano è sollecitata dall’invito del Papa, Pio XI, rivolto a tutti gli Istituti Religiosi. Il contributo salesiano all'Esposizione fu molto apprezzato. L'Osservatore Romano del 31 agosto 1925 pubblicò un lungo articolo sul contributo delle Missioni Salesiane d'America all'Esposizione missionaria vaticana.
  Nel 1926 a Torino Valdocco viene allestita una Mostra Missionaria con lo scopo di ricordare il lavoro delle Missioni di Don Bosco a cinquantanni dalla prima spedizione del 1875.
  Dopo la chiusura dell'Esposizione torinese (6 ottobre 1926), gli oggetti rimasti, sono conservati in un museo/deposito a Valdocco, in Torino. Nel 1941 tutta la collezione, affinché fosse protetta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, viene trasferita al Colle Don Bosco, luogo dove era nato il Santo dei giovani.

  L’allestimento, in locali rinnovati, è riordinato nel 1988, centenario della morte di Don Bosco. Nel gennaio 2000, in occasione del Giubileo, viene inaugurato l’attuale allestimento, testimonianza di una avventura educativa ed evangelica che coinvolge tutti i continenti e ben 130 paesi del mondo. Il Museo accoglie materiale culturale e artistico dalle Missioni del Giappone, del Centro america, del Sud Est Asiatico, dei paesi africani. Qui, a partire dal 1977, grazie al “Progetto Africa” lanciato dal Successore di Don Bosco, don Egidio Viganò, riceve un impulso straordinario che porta i Missionari di Don Bosco in oltre 40 nazioni. Più recentemente giunge la testimonianza missionaria avviata in Indonesia, in Papua Nuova Guinea, in Mongolia e nella lontana Siberia. Oggi l’allestimento museale del Colle Don Bosco offre un’interessante sguardo su etnie di ogni parte del mondo, consentendo una eccellente apertura di orizzonti ai numerosi visitatori e pellegrini che avvicinano i luoghi di San Giovanni Bosco. Il passaggio di numerosi missionari salesiani in visita al Colle e contatti avviati anche con altri Musei Salesiani, prevalentemente testimoni di culture locali, allargano la qualità del messaggio e della proposta culturale evidenziata.

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31 gennaio
San Giovanni Bosco


celebrazioni in onore di Don Bosco

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la preparazione
al bicentenario
della nascita
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23 maggio 2010

Ringraziamo il Signore perché il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano ha solennemente dichiarato Basilica il Tempio di Don Bosco al Colle

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