Quadro Tempio inferiore Liturgia delle ore - proprio salesiano

(Don Bosco)
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Storia delle missioni
AFRICA

INDICE
 - Inizi in Nord Africa
 - Tunisia
 - Egitto
 - Africa Meridionale
 - Mozambico
 - Africa Centrale
 - Africa Tropicale Equatoriale
 - Marocco
 - Capo verde
 - Africa Occidentale Francofona
 - Africa Etiopia-Eritrea
 - Africa Est
 - Angola
 - Africa Centro Meridionale
 - Madagascar e Isole Mauritius
 - Africa Ovest Anglofona
 - Sierra Leone

Inizi in Nord Africa

  Sotto il rettorato di don Rua si ebbe la partenza dei primi Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice verso l’Africa. Il loro arrivo fu facilitato dalla presenza di colonie Europee, che chiedevano educazione e formazione cristiana per i loro figli.
  Il primo paese africano ad accogliere i Salesiani è l’Algeria: il 24 agosto 1891. Guidati da don Charles Bellamy, sbarcarono a Orano. L’anno seguente giunsero ad Echmull. Inizialmente vennero aperti Oratori festivi e quindi un’attività più sistematica con le Scuole. La generosa azione missionaria di Salesiani provenienti dalla Francia, di cui l’Algeria era colonia, raggiunse i giovani algerini che si trovarono in sintonia con lo stile educativo di don Bosco. Le vicende politiche e religiose di questa nazione non consentirono continuità ad un lavoro pastorale che alimentava speranza. Nel 1976 i salesiani conclusero la loro presenza in Algeria.

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Tunisia

  Nel 1894 i Missionari Salesiani, provenienti dalla Francia, arrivarono in Tunisia per assumere la direzione dell’orfanotrofio agricolo a la Marsa, presso Tunisi. Nello stesso anno venne affidata ai Salesiani la parrocchia Maria Ausiliatrice di Macuba. Un paio di altre case vennero aperte a Tunisi nel 1896 e 1897. Destinatari sempre orfani e ragazzi bisognosi. Con la soppressione delle Congregazioni religiose in Francia, all’inizio del novecento, venne interrotta bruscamente l’attività educativa salesiana sia in Tunisia che in Algeria. Riprese più tardi con alterne vicende fino al 1964 per la Tunisia e fino al 1976 per l’Algeria.
  Dal 1988, per opera dell’Ispettoria Irlandese, è ripresa l’attività in Tunisia a Manouba. È una scuola. Un piccolo seme che alimenta speranza di futuro per i giovani tunisini.

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Egitto

  Nel 1896 venne avviata ad Alessandria d’Egitto la prima presenza salesiana in questo paese. In questa città vivevano circa 30.000 italiani. Primi destinatari furono, accanto ai giovani egiziani, anche i figli di questi italiani. Attraverso la Scuola professionale iniziò la proposta formativa salesiana. In seguito un’altra grande Scuola venne aperta al Cairo. L’attività pastorale dei figli di don Bosco prosegue ancora oggi in Egitto, portata avanti dai confratelli dell’Ispettoria Mediorientale.

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Africa Meridionale

  Comprende il Sud Africa, il Lesotho e lo Swaziland.
  Provenienti dall’Inghilterra, nel 1896, i Salesiani si stabilirono a Città del Capo. Aprirono una scuola professionale. Dopo gli inizi difficili, divenne una delle migliori scuole del paese. Più tardi vennero aperti altre centri educativi per Europei a Lansdowne, a Daleside e a Johannesburg. Intanto, a Bremersdorp, nello Swaziland, inizia l’attività educativa e pastorale per gli Africani con una scuola. In seguito l’opera salesiana in Swaziland viene portata avanti a Manzini (1953) e a Malkerns (1982). Nel 1980 viene avviata la presenza missionaria anche nel Lesotho, a Maputsoe. Qui, accanto ad una scuola, anche il Noviziato. Oggi, attenuate le tensioni dell’apartheid, la presenza salesiana nell’Africa meridionale è costituita in Visitatoria, con sede a Johannesburg, in Sud Africa, e comprende una decina di opere animate da una settantina di confratelli. Centri di accoglienza e assistenza, soprattutto per ragazzi di strada, e laboratori di formazione professionale sono alcuni luoghi educativi più presenti nel lavoro dei figli di Don Bosco in questa terra.

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Mozambico

  Sono i Salesiani del Portogallo, nel 1907, a stabilirsi in questo paese. Sono chiamati a dirigere uno stabilimento di arti e mestieri a Ilha de Moçambique e poi una colonia agricola a Lunga. Nel 1952 viene aperta a residenza missionaria a Namaacha, oggi sede anche di Noviziato. Attività parrocchiali, Scuole professionali e centri assistenziali sono alcune delle iniziative pastorali portate avanti dei figli di don Bosco in questo paese che ha vissuto varie tensioni e attraversato grosse difficoltà e povertà. Al 2002 sono 7 le opere in Mozambico con circa 60 Salesiani. Sono costituiti in Delegazione, legata all’Ispettoria portoghese.

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Africa Centrale

  Comprende i paesi del Katanga, Rwanda e Burundi.
  La prima presenza salesiana risale al 1911, nel Katanga, a sud del Congo. Guidati da don Giuseppe Sak, un gruppo di salesiani venuti dal Belgio aprirono una scuola professionale a Eisabethville, futura Lubumbashi. Nuovi centri sorsero a Kiniama e a La Kafubu. Sotto l’abile opera di don Sak l’azione missionaria riceve grande impulso. Venne gradualmente sottolineato anche dalla Chiesa: nel 1925 la missione divenne prefettura apostolica, nel 1939 vicariato apostolico e vent’anni dopo venne eretta la diocesi di Sakania. Accanto a Mons. Sak operò anche Mons. Renato Van Heusden, don Alfonso Schinllinger e il belga don Arnoldo Smelts. Preziosa l’opera del coadiutore “tuttofare” sig. Renato Lambert.
  Dal Katanga, l’azione missionaria raggiunge il Rwanda e il Burundi. Si aprì una Scuola professionale a Kigali in Rwanda e un collegio a Ngozi nel Burundi. Ne 1960 veniva aperto il Noviziato a Kansebula: segno di una presenza ormai consolidata dal sorgere di vocazioni locali. La guerra tribale dei recenti anni novanta segnò una tappa dolorosa nella storia di tutta la Chiesa dell’Africa Centrale. Numerosi i martiri. Anche il salesiano don Jacques Ntamitalizo venne stroncato bruscamente il 10 luglio 1995 a Bujumbura in Burundi.
  Oggi la presenza salesiana in Africa Centrale è costituita in Ispettoria. A Lubumbashi, a Kinshasa, a Goma e nelle altre 30 opere i figli di don Bosco portano avanti una formidabile azione di promozione umana e di evangelizzazione. Ad animare queste magnifiche realtà, affrontando notevoli difficoltà sia economiche che politiche e sociali, sono oltre 260 Salesiani, in gran parte africani. La loro risposta è veicolata soprattutto dall’Oratorio e dalla formazione professionale: in continuità con don Bosco.

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Africa Tropicale Equatoriale

  Comprende il Congo, il Gabon, la Guinea Equatoriale, la Repubblica Centroafricana, il Ciad e il Camerun.
  Nel 1959 alcuni salesiani provenienti dalla Francia assunsero la responsabilità di una scuola professionale a Pointe-Noire, nel Congo-Brazzaville. Nel 1964 giunsero nel Gabon: un seminario e una parrocchia a Sindara vennero affidati ai figli di don Bosco. Con il “progetto Africa”, a partire dal 1978, tutta questa area dell’Africa riceve impulso. Nuove presenze vennero aperte in Congo e in Gabon. Ma nel 1972 si avvia l’attività a Bata, in Guinea Equatoriale. Nel 1983 a Ebolowa in Camerun ad opera dei Salesiani dell’Ispettoria italiana Ligure-Toscana. Nel 1994 nella Repubblica Centroafricana, a Bangui. Nel 1995 in Ciad, a Sarh con confratelli dell’Ispettoria italiana di Verona. Oggi l’attività missionaria salesiana di questi paesi, dove povertà e voglia di vita migliore si incontrano, è costituita in Visitatoria, con sede a Yaoundé, in Camerun. Comprende circa 17 opere, in gran parte Oratori, parrocchie e scuole professionali, ed è animata da un centinaio di confratelli.

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Marocco

  Dopo un’esperienza iniziata nel 1929 a Casablanca, nel 1950 viene ripresa la presenza salesiana in questo paese. Sostenuti dall’Ispettoria della Francia, i Salesiani portano avanti un servizio educativo pastorale davvero significativo per la gioventù e la gente del Marocco. Pur tra comprensibili difficoltà, prosegue con frutto l’attività parrocchiale, la scuola elementare e la formazione professionale

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Capo verde

Nelle piccole isole dell’Atlantico i figli di Don Bosco hanno aperto una scuola nel 1955, concretizzando una presenza iniziata nel 1947. Accanto ad essa si sono sviluppate varie altre attività di animazione giovanile. Appartiene all’Ispettoria salesiana del Portogallo.

Il “Progetto Africa”
  Un nuovo impulso per l’Africa si ebbe alla fine degli anni Settanta quando Don Egidio Vigano, settimo successore di don Bosco, rilanciò l’azione missionaria indicando in questo continente la nuova frontiera di educazione ed evangelizzazione dei figli di don Bosco. Le Ispettorie d’Italia, d’Europa e dell’India si resero disponibili al progetto. Per decine di migliaia di giovani africani si aprono grandi orizzonti di speranza. Fino agli anni settanta i salesiani erano presenti in appena 11 nazioni; negli anni settanta si sono avviate nuove presenze in 6 nazioni, negli anni ottanta in altre 16 e in questi anni novanta in altre otto nazioni. Oggi i Salesiani di don Bosco sono così presenti in oltre 40 paesi africani. Sono presenti queste altre Visitatorie.

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Africa Occidentale Francofona

  Comprende il Burkina Faso, il Benin, la Costa d’Avorio, la Guinea, il Mali, il Senegal e il Togo.
  Quasi in contemporanea, dal 1980 in poi, sullo slancio del “progetto Africa”, l’attività missionaria salesiana raggiunge questi paesi. Sono i Salesiani delle Ispettorie Spagnole a farsene carico iniziale. Costituite in Visitatoria, con sede ad Abidjan, in Costa d’Avorio, sono circa 22 le opere salesiane nel 2002. Ad animarle sono oltre 110 Salesiani. Da alcuni anni il Noviziato di Lomè, in Togo, avvia alla vita salesiana i giovani affascinati dal progetto di don Bosco. Sono oltre una ventina i figli di Don Bosco di queste terre. Portano avanti un lavoro missionario che raggiunge la gente e la gioventù attraverso attività parrocchiali, oratoriane e professionali.

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Africa Etiopia-Eritrea

  La prima presenza salesiana in terra etiope è del 1976 a Makallè, nel Tigray. Sono i Salesiani dell’Ispettoria del Medio Oriente a farsi carico del lavoro educativo e pastorale in questo paese. Con il “progetto Africa” si inserisce in Etiopia anche l’Ispettoria italiana Lombardo-emiliana che da vita ad una serie di attività a Dilla e a Zway. Nel 1995 inizia la presenza salesiana anche in Eritrea: scuola tecnica, oratorio, attività sociali la caratterizzano. Al 2002 sono una dozzina le opere salesiane in questa parte dell’Africa. Sono costituite in Visitatoria, con sede ad Addis Abeba, e sono animate da oltre 90 Salesiani. Centri di accoglienza e di assistenza, formazione professionale e Oratorio sono le attività che i figli di don Bosco portano avanti in questi paesi tormentati da anni di instabilità politica e sociale e da gravi problemi di povertà.

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Africa Est

  Comprende Kenya, Sudan, Tanzania e Uganda.
  È il “progetto Africa” a dare impulso per una presenza salesiana in questi paesi, da dove provenivano pressanti richieste da parti dei Vescovi. Rispondono all’appello i Salesiani del Piemonte, dell’India e della Polonia. Nel 1980 inizia l’attività a Dodoma e Iringa in Tanzania e a Siakago in Kenya. Del 1985 l’inizio in Sudan, a Wau. Sono soprattutto le zone più povere a richiedere la presenza dei figli di don Bosco. Centri di accoglienza e Scuole professionali sono la risposta salesiana che contribuisce in modo notevole a migliorare le condizioni dei giovani di questi paesi. La drammatica situazione vissuta dal Sudan negli ultimi anni spinge i Salesiani a rendersi presenti nei Campi profughi di Khartoum, di Kakuma, di El Obeid. Al 1989 data l’avvio della presenza in Uganda, a Bombo. Attività parrocchiali, Oratorio e centri assistenziali sono altre realtà promosse dall’azione missionaria salesiana. Al 2002 sono 28 le opere salesiane in queste nazioni dell’africa, costituite in Ispettoria, con sede a Nairobi. Ad animare questa straordinaria presenza sono circa 160 Salesiani, tra cui comincia a crescere il numero dei locali, formati nei centri studi di Moshi in Tanzania e di Nairobi in Kenya.

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Angola

  L’operazione “progetto Africa” porta i figli di Don Bosco ad attivare la loro presenza missionaria anche in questo paese. Sono i confratelli del Brasile e del Portogallo, a partire dal 1981, ad animare le prime attività educative e pastorali. La situazione di grande povertà e le lotte interne rendono sempre difficile il lavoro missionario di tutta la Chiesa in Angola. Non sono mancate le persecuzioni. Il 4 gennaio 1991, tornando alla missione dopo aver accompagnato un suo giovane al noviziato, una sventagliata di mitraglia stronca la vita di don Marco Aurelio Fonseca (originario del Costa Rica) e di un giovane oratoriano che viaggia con lui. Da questo sangue rinasce la speranza salesiana in Angola. Al 2002 sono una decina le opere salesiane nel paese, costituite in Visitatoria, con sede a Luanda, e animate da oltre 50 confratelli.

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Africa Centro Meridionale

  Comprende Zambia, Malawi, Zimbabwe, Namibia.
  Sono soprattutto i Salesiani della Polonia, con la proposta del “Progetto Africa” a dare vita alla presenza missionaria in queste nazioni. Iniziata nel 1983 a Chingola, nello Zambia, l’attività pastorale è andata via via sviluppandosi. Negli anni novanta ha raggiunto gli altri paesi, Malati, Zimbabwe e Namibia. Come in tutto il continente africano, anche qui sono Scuole professionali, parrocchie con stazioni missionarie e Centri giovanili a concretizzare la proposta educativa e missionaria dei figli di don Bosco. Al 2002 sono 11 le opere, costituite in Visitatoria, con sede a Lusaka in Zambia, e portate avanti da una sessantina di Salesiani.

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Madagascar e Isole Mauritius

  La presenza salesiana raggiunge questa grande isola dell’Oceano Indiano nel 1981. Sono i Salesiani di un gruppo di Ispettorie Italiane (del Veneto, della Sardegna, del Lazio, del Meridione e della Sicilia) a rispondere all’appello del Progetto Africa per il Madagascar. In ventanni sono una dozzina le opere attivate, con tante iniziative di promozione umana, educazione ed evangelizzazione portate avanti. La rete di queste presenze trova un suo collegamento anche nel Centro di comunicazione sociale e nella Radio Don Bosco che danno grande impulso al lavoro missionario e alla catechesi e alla informazione religiosa. Dal 2000 la pastorale salesiana è presente anche nell’isola Mauritius accompagnando pedagogicamente Scuole tecniche diocesane. Costituita in Visitatoria, con sede a Ivato, la presenza salesiana in Madagascar è animata da una novantina di confratelli, alcuni dei quali sono malgasci.

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Africa Ovest Anglofona

  Comprende la Nigeria, il Ghana e la Liberia.
  La presenza salesiana viene anche qui sulla spinta del “progetto Africa”. A partire dal 1982, in Nigeria sono i Salesiani del Piemonte, ad Akure e ad Ondo, e dell’Ispettoria italiana Adriatica, ad Onitsha, a dare vita ad una realtà missionaria che promuove l’attività parrocchiale e la formazione giovanile attraverso l’Oratorio e il Centro professionale. Nel Ghana è l’Ispettoria della Germania Nord a rendersi presente con le opere missionarie di Sunyani e Ashaiman. I confratelli della Gran Bretagna animano la realtà di promozione umana e di evangelizzazione in Liberia, dal 1979 a Monrovia e poco dopo a Tappita. Accanto ad attività parrocchiali vengono portate avanti centri di accoglienza e di promozione sociale soprattutto verso giovani in difficoltà e servizi pastorali nei villaggi. Costituite in Delegazione, le opere di questi paesi sono portate avanti da una quarantina di confratelli che esprimono una interessante integrazione pastorale pur provenendo da culture e nazioni diverse. Uniti dallo spirito di don Bosco e dalla medesima passione educativa lavorano Salesiani di Italia, Germania, Gran Bretagna, India, Croazia, insieme alle nuove vocazioni di Nigeria, Ghana e Liberia.

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Sierra Leone

  È l’Ispettoria americana di S. Francisco a farsi carico di una presenza missionaria in questo lembo africano a partire dal 1986, in pieno sviluppo del progetto Africa. Un’interessante opera pastorale è avviata a Lungi: promozione umana ed evangelizzazione sono veicolate attraverso l’attività parrocchiale e scolastica. E’ un riferimento educativo sicuro per la gioventù della Sierra Leone.

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23 maggio 2010

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