Quadro Tempio inferiore

(Don Bosco)
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Storia delle Missioni
ASIA

INDICE
 - India
 - Sri Lanka
 - Myanmar-Burma
 - Cina
 - Filippine
 - Thailandia
 - Giappone
 - Korea
 - Medio Oriente
 - Timor Est
 - Indonesia
 - Nepal
 - Cambogia
 - Pakistan
 - Azerbaigian
 - Mongolia
 - Iraq
 - Yemen
 - Kuwait

India

  I primi salesiani vennero inviati in India da don Michele Rua, su richiesta del Vescovo di Meliapor. A capo della spedizione venne messo don Giorgio Tomatis. Il 5 Gennaio 1906 sbarcarono a Bombay e il 14 a Tanjore. Qui assunsero la direzione di una scuola parrocchiale e diedero vita ad una scuola industriale riconosciuta dal Governo inglese.
  Nel 1922, dietro esplicita richiesta della Congregazione di “Propaganda Fide”, i Salesiani di don Bosco iniziarono la loro attività in una nuova regione dell’India, l’Assam.
  Il drappello di missionari era guidato da don Louis Mathias. Il loro apostolato venne avviato a Shillong, tra la tribù Khasi. Diventato Prefetto apostolico nel 1923, don Mathias moltiplicò i centri di missione in tutto il territorio.
  Nel 1928 la Santa Sede affidò ai Salesiani la Diocesi di Krishnagar e l’Archidiocesi di Madras. Don Emanuele Bars venne eletto Vescovo di Krishnagar e don Eugenio Méderlet (francese) per Madras.
  Negli anni trenta crebbe l’impulso educativo ed evangelizzatore tra le tribù Garo, Khasi, Naga, Megir, e tra gli Adibasi, nella pianura. Intanto, a sostenere e animare i Centri di missione, dall’Italia, in particolare dall’Istituto Salesiano Missionario Card. Cagliero di Ivrea, continuava a giungere personale giovane, ricco di entusiasmo e di zelo apostolico.
  Nel 1934, Mons. Mathias venne eletto Vescovo di Shillong e l’anno seguente Arcivescovo di Madras. Mons. Stefano Ferrando, eletto vescovo di Krishnagar, veniva trasferito in seguito a Shillong.
  Nel 1951, con l’aumento dei cattolici, la diocesi di Shillong venne scissa in due e alla guida della nuova diocesi di Dibrugarh venne posto il salesiano Mons. Oreste Marengo.
  Anche la diocesi di Madras subì dei cambiamenti: venne staccata Vellore, e come primo vescovo fu insediato un salesiano di origine indiana, Mons. Paolo Mariaselvam. Era la quinta diocesi affidata ai figli di Don Bosco in India. Al 2002 queste diocesi continuano ad essere affidate a vescovi salesiani tutti dell’India.
  Accanto a questi Vescovi, hanno operato con dedizione profonda e grande capacità, numerosi Missionari. Suscitano entusiasmo e stima don Orfeo Mantovani e don Francesco Schlooz (apostoli tra i lebbrosi di Madras), don Vincenzo Scuderi, don Luigi Ravalico, don Antonio Alessi, don Costantino Vendrame, don Francesco Convertini (di cui è in corso la causa di Beatificazione), don Leone Piasecki, don Archimede Pianazzi, don Mariano Uguet, don Jesus Gimenez, il costruttore di chiese coad. Santi Mantarro e tanti altri.
  L’India salesiana ha uno sviluppo straordinario nella seconda metà del novecento. Oggi sono 9 le Ispettorie salesiane in India. Hanno sede a Bombay, Calcutta, Dimapur, Guwahati, Hyderabad, Bangalore, Madras, New Delhi, Tiruchy. Oltre 200 le opere salesiane in India, animate da oltre 2.200 Salesiani Indiani. E numerosi sono quelli che alimentano la presenza salesiana come missionari in varie parti del mondo. Straordinario esempio di espansione missionaria.

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Sri Lanka

  Iniziata nel 1956 a Negombo, l’attività missionaria salesiana è andata sviluppandosi negli anni fino ad avere una decina di presenze nel 2002. Attività di promozione umana e di evangelizzazione, attraverso soprattutto l’Oratorio e la formazione professionale, sono alcune delle proposte più significative portate avanti dagli oltre 60 Salesiani presenti. Costituita in Delegazione, la missione dello Sri Lanka è legata all’Ispettoria indiana di Madras.

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Myanmar-Burma

  Nel 1957, ad Anisakan, hanno inizio le attività missionarie salesiane in questo paese. Al 2002 sono 7 le presenze dei figli di don Bosco con un’azione pastorale che raggiunge soprattutto la gioventù povera e la gente dei villaggi. Una cinquantina circa i Missionari Salesiani. In crescita le vocazioni locali, formate nell’aspirantato di Thibaw e nel noviziato e studentato di Anisakan.

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Cina

  Il primo insediamento salesiano avvenne nella città portoghese di Macao il 13 Febbraio 1906. Venne affidata ai salesiani la direzione di un Orfanotrofio con scuole e laboratori. A capo di questo primo nucleo salesiano era don Luigi Versiglia.
  Da Macao, la presenza salesiana si estese all’isola di Timor.
  È negli anni venti, tuttavia, che si ebbe un rifiorire dell’attività missionaria. Coronamento di questo impegno fu anche l’elezione a Vescovo di Don Versiglia. Il suo centro di azione era la cittadina di Shu Chow. Insieme ad altri Missionari si lavorò con entusiasmo e zelo intelligente, alimentando giustificate speranze, nonostante le difficoltà di natura politica che attraversavano tutta la Cina.
  Nel 1930, il 25 febbraio, il martirio. Una banda di pirati bolscevichi uccide Mons. Versiglia e il giovane sacerdote don Callisto Caravario. Il loro martirio viene riconosciuto dalla Chiesa: il 1 ottobre del 2000 sono proclamati Santi dal Papa.
  Lo scoppio della guerra cino-giapponese nel 1937 causò delle difficoltà fino al 1945.
  Nel 1946 si riprese l’attività a Pechino. Nel 1949 la proclamazione della Repubblica Popolare annunciava la fine delle missioni in questo paese. Tanti Salesiani cinesi, con vari pretesti, furono incarcerati. I missionari stranieri sono mandati via. Nel 1954 nella Cina comunista rimanevano solo 21 Salesiani. Iniziano gli anni della Chiesa del silenzio.
  Nella storia delle missioni salesiane in Cina, accanto ai due Santi Martiri, è straordinaria l’opera di tanti missionari, tra cui don Carlo Braga, don Lodovico Olive (francese), Mons. Ignazio Canazei, don Vincenzo Bernardini, don Mario Acquistapace. Hanno testimoniato con il carcere, tra gli altri don Simone Leong Shu Tchi, chierico Pietro Yeh Tsi Tsiao, don Giuseppe Fu.
  Nel 1998 il governo cinese della Manciuria chiama i figli di don Bosco per animare e guidare un centro di formazione professionale. È la ripresa di una nuova frontiera nell’educazione.
  L’attività è proseguita ad Hong Kong (oggi comprende 8 grandi centri educativi e culturali), a Macao e in Taiwan.

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Filippine

  L’opera salesiana inizia nel 1951. Inviati da don Carlo Braga, ispettore della Cina, i Salesiani assumono una scuola a Tarlac. Negli anni successivi vennero avviate altre presenze. La pedagogia di Don Bosco trova terreno fertile tra la gioventù filippina. Le opere si moltiplicano. Povertà e difficoltà di vario genere non diminuiscono fiducia ed entusiasmo. Le vocazioni locali hanno avuto ed hanno grande fioritura. Oggi sono due le Ispettorie salesiane, con sede a Manila-Makati e a Cebu, con una rete straordinaria di oltre 45 Case diffuse in tutto il grande arcipelago filippino, animate da quasi 300 Salesiani, in gran parte ormai Filippini. La loro opera pastorale negli ultimi anni ha raggiunto anche Papua Nuova Guinea e Pakistan.

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Vietnam

  L’inizio avvenne nel nord del paese. La rivoluzione comunista del 1954 costrinse a trapiantare l’attività salesiana al sud. Qui venne aperta una scuola professionale. Fondatore della missione salesiana è d. Pietro Cuisset.
  Accanto al lavoro educativo, si ha il sorgere delle vocazioni locali, grazie all aspirantato di Thu-Duc aperto nel 1955. Nel 1962, a Tram-Hanh, sorge il noviziato.
  Dopo la lunga e tremenda guerra Nord-Sud, si ha finalmente una forte ripresa dalla seconda metà degli anni Settanta. Con le attività di formazione e promozione umana, rifioriscono le vocazioni locali. Davvero il sangue di martiri è germe di più numerose adesioni al Vangelo e a don Bosco.
  Oggi, mentre si diffondono le presenze (sono circa 25 e attraversano tutto il paese) con oltre 150 Salesiani, in gran parte giovani, dall’Ispettoria del Vietnam, con sede a Ho-chi-minh city, partono missionari per altre nazioni più bisognose. Una frontiera seguita dai confratelli vietnamiti è quella della Mongolia, avviata negli ultimi anni.

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Thailandia

  I Salesiani vi arrivarono nel 1927, guidati da don Ricaldone allora prefetto generale della Società Salesiana. Due anni dopo don Gaetano Pasotti divenne il superiore della missione di Rajaburi.
  Nel 1934 la Santa sede eleva la missione a Prefettura Apostolica, affidandola a Mons. Gaetano Pasotti. Trasferito poi a Bang-Nok-Khuek, lo zelante missionario fonda la congregazione delle “Suore Ancelle del Cuore Immacolato di Maria” per aiutare nell’evangelizzazione. Nel 1937 fu creata l’Ispettoria salesiana del Siam, e venne nominato come ispettore don Casetta. Nel 1941 don Pasotti fu ordinato Vescovo.
  L’attività si arrestò con lo scoppio della seconda guerra mondiale. Terminata la guerra, nel 1947, l’azione pastorale riprende nella capitale Bangkok con una grande Scuola tecnica.
  Nel 1951 venne eletto vescovo Mons. Pietro Carretto.
  Nel 1954 don Carlo della Torre fondò l’Istituto Secolare delle “Figlie della regalità di Maria Immacolata” per la pastorale giovanile.
  L’attività educativa si diffonde un po’ in tutto il paese e ha una discreta fioritura di vocazioni locali. Una ventina le presenze, nel 2002, e numerose altre stazioni missionarie fanno parte dell’Ispettoria tailandese, che ha la sua sede a Bangkok. Oltre 70 i Salesiani che ne fanno parte e che lavorano con zelo e tenacia grandi per una gioventù povera e desiderosa di vita più dignitosa.
  Negli anni novanta lo zelo missionario e la carità portano i figli di Don Bosco anche nella vicina Cambogia, reduce da anni di sofferenza e di martirio. Oggi sono visibili i segni della speranza.

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Giappone

  I salesiani vi arrivarono nel 1926 guidati da Mons. Vincenzo Cimatti. Nel 1928 vennero affidate ai missionari Salesiani le provincie di Miyazaki e Oita. Nel 1933 l’attività raggiungeva Tokyo ed iniziava a Osaka.
  Accanto a Mons. Vincenzo Cimatti, nominato poi Prefetto Apostolico di Miyazaki dalla Santa sede, operava un nutrito gruppo di missionari entusiasti, tra cui don Leone Liviabella e don Antonio Cavoli (fondò le “Suore della carità” di Miyazaki), don Pietro Piacenza.
  La guerra, tremenda e devastante nelle sue conseguenze, non spense l’azione missionaria. Appena terminato il conflitto mondiale, l’attività riprese con slancio.
  Il progetto educativo pastorale di don Bosco si incarnava negli oratori, nelle parrocchie e nelle Scuole ed in altre realtà di animazione culturale.
  Nel 1965 l’opera di evangelizzazione raggiunse un traguardo importante con la traduzione e stampa della Bibbia in lingua parlata a cura di don Barbaro.
  Non sono poche le difficoltà impegnative da affrontare, dovute alla radicale diversità della cultura giapponese e al consumismo economico.
  Oggi, tuttavia, sono una trentina circa le presenze dei figli di Don Bosco in tutto il paese animate da 130 salesiani, in gran parte giapponesi, coordinati dalla sede ispetttoriale di Tokyo. Dal 1995 la loro azione pastorale si estende alle Isole Salomone.

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Korea

  Nel 1955, invitati da Mons. Henry, i salesiani fondarono una scuola a Kwang-Ju che ben presto raggiunse i 1400 alunni, tutti cristiani.
  Aderendo alle insistenze dell’arcivescovo di Seoul, mons. Ro, i Salesiani accettarono una parrocchia popolare nei sobborghi della capitale. Negli anni un graduale sviluppo, sostenuto da grande entusiasmo e dalla fioritura delle vocazioni locali, affascinate da don Bosco e dal suo carisma per i giovani soprattutto più poveri.
  Nel 2002, nella sola Seoul l’attività salesiana comprende 8 opere. Altre presenze nel resto del paese. Quasi un centinaio i Salesiani, ormai in maggioranza Coreani. La competenza professionale e l’efficacia educativa di questi figli di Don Bosco ha raggiunto la vicina Manciuria, territorio cinese. Dal 1998, chiamati dal governo locale, è attivo un centro di formazione professionale ed un pensionato per giovani.

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Medio Oriente

Comprende Israele, Siria, Egitto, Iran, Iraq, Palestina, Turchia.
  I salesiani vennero invitati in Palestina da don Antonio Belloni, un sacerdote genovese che aveva fondato alcune opere a favore dei ragazzi in Terra Santa. Volendo assicurare continuità al suo lavoro, prese contatti con don Bosco chiedendogli di incorporare alla Società Salesiana la Congregazione dei Fratelli della Sacra Famiglia da lui fondata. Toccò a Don Michele Rua accogliere questo generoso sacerdote e la sua opera.
  L’8 Ottobre 1891, i primi Salesiani giungevano a Betlemme. Superate le difficoltà iniziali, alcuni fratelli della Sacra Famiglia e lo stesso don Belloni si fecero Salesiani.
  Nel 1896 sorsero nuove case. A Nazareth la Casa venne dedicata a Gesù adolescente: continua a portare avanti un’attività scolastica straordinaria. Scuole, oggi chiuse, vennero aperte a Gerusalemme nel 1904 e a Giaffa nel 1906.
  Dopo le prime fondazioni, nuovi insediamenti si svilupparono fuori della Palestina: in Egitto, al Cairo (1925), a Teheran in Iran (1937), ad Aleppo in Siria (1948), e ad El Housson in Libano (1957).
  Figure straordinarie di missionari salesiani (don Sante Garelli, don Francesco Laconi, sig. Giambattista Ugetti) hanno irradiato fiducia e donazione con la loro presenza. Ad alimentare il personale per un certo tempo è stato soprattutto la Casa salesiana di Mirabello in Piemonte (la cui attività oggi è cessata). Commovente, nella sua semplicità e profondità di fede e di carità, la testimonianza del coadiutore Simone Srugi, di Nazareth, di cui è avviata la causa di beatificazione.
  Le vicende degli ultimi anni, in Palestina, in Israele e in Iran soprattutto, non hanno frenato lo zelo pastorale dei figli di Don Bosco. Si lavora con pazienza e tenacia. Non mancano le vocazioni locali. Circa 17 le opere salesiane, a cui fan capo altre svariate presenze di animazione, in questi paesi, che hanno come centro ispettoriale Betlemme. Oltre cento Salesiani continuano il progetto di don Bosco accanto alla gente e alla gioventù povera, estendendo il loro impegno anche in Egitto e in Turchia e ultimamente a Bagdad, in Iraq.

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Timor Est

  Le vicende politiche attraversate dal Timor Est con la vicina Indonesia, a maggioranza musulmana, hanno interessato tutto il mondo e hanno fatto conoscere l’azione di promozione umana e di vangelo dei missionari. Il premio Nobel per la Pace consegnato al vescovo salesiano Mons. Carlos Belo è stato anche un riconoscimento all’impegno civile di pacificazione e giustizia della Chiesa e dei missionari. La realtà salesiana è costituita da parrocchie, stazioni missionarie, scuole, opere assistenziali e centri di accoglienza.
  Una decina, al 2002, le presenze salesiane della Visitatoria, con sede a Dili, di Timor e del grande arcipelago indonesiano. In crescita le vocazioni e lo zelo pastorale accanto ai giovani bisognosi.

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Indonesia

  Inserita nella visitatoria che ha sede a Timor Est, l’opera salesiana in Indonesia inizia a Jakarta nel 1985. Al 2002 sono due le presenze pastorali. Animazione giovanile, attività parrocchiali, formazione professionale evidenziano le iniziative dei Salesiani di don Bosco. Impegnativo e paziente il lavoro missionario in questo paese a stragrande maggioranza musulmana.

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Nepal

  Nel 1995 ha inizio l’attività missionaria salesiana a Dharan. Una scuola tecnica, molto stimata, costituisce la valida proposta educativa dei figli di don Bosco in questo paese. Altra presenza significativa è l’Istituto Tecnico Don Bosco a Katmandu.

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Cambogia

  La presenza salesiana è avviata nel 1991, a Phnom Penh. Una scuola professionale e tecnica, che è andata sempre più affermandosi, è stata la risposta salesiana ad una popolazione giovanile disorientata da anni di sofferenze, lotte e tremendi disagi. Nel 1999 un’altra presenza ugualmente significativa è attivata a Sihanoukville. La pattuglia di Salesiani di Don Bosco, che porta avanti queste realtà in mezzo a difficoltà impegnative, lavora con grande entusiasmo, raccogliendo notevoli apprezzamenti. I “miracoli alla don Bosco” continuano e alimentano speranza.

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Pakistan

  Iniziata negli anni novanta e ufficializzata nel 2000, la presenza salesiana da vita a due scuole tecniche per i giovani pakistani: a Lahore e a Quetta. Le tensioni degli ultimi anni rendono impegnativo il lavoro formativo. La pazienza salesiana e la tenacia dei giovani danno fiducia e stimolano a continuare un’azione educativa davvero urgente in queste zone del grande paese.

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Azerbaigian

  Dopo una presenza informale, nel 2001 è iniziato ufficialmente il lavoro pastorale salesiano nella capitale, a Baku. La piccola comunità di Cattolici ha nei figli di don Bosco, sostenuti come personale dalla Slovacchia, un riferimento sicuro. La visita del Papa nel 2002 ha segnato una tappa importante che ha alimentato speranza e comunione ecclesiale.

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Mongolia

  Una presenza avviata dal 1998 con l’apporto dei confratelli vietnamiti. Sta avendo sempre più consistenza. Centro giovanile e formazione professionale i luoghi dei animazione salesiana.

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Iraq

  Dalla fine degli anni novanta una presenza salesiana animava l’estate dei giovani iracheni a Bagdad. Nel 2002 sono stati circa due mila i ragazzi coinvolti nell’Estate Ragazzi coordinata dai figli di Don Bosco provenienti dalla vicina Palestina. Attualmente si sta lavorando per dare continuità alla presenza salesiana in Iraq.

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Yemen

  Sostenuti dal personale dell’Ispettoria indiana di Bangalore, la presenza salesiana ha avviato un lavoro pastorale ed educativo accanto agli immigrati indiani e alla popolazione locale di Abu Dhabi. Aden, Hodeidah e Sana’a.

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Kuwait

  Dal 2002 l’attività dei figli di don Bosco porta avanti una scuola per i figli di immigrati lavoratori. È frequentata dai cristiani, ma è aperta anche ad altre richieste giovanili.

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23 maggio 2010

Ringraziamo il Signore perché il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano ha solennemente dichiarato Basilica il Tempio di Don Bosco al Colle

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